Questa città puzza, la sento la mattina quando esco di casa, quando aspetto il tram e quando, la domenica, c’è quasi silenzio. Poi piove, e in quei primi, fugaci dieci minuti di sereno riesci quasi a sentirlo l’odore di Milano, quando camminiamo sullo smog bagnato.
Ci siamo tutti dentro. Siamo noi i rumorosi creatori della decadenza di questa città.
E ci giriamo da un’altra parte, o ci lamentiamo o scriviamo su un blog la nostra codarda indignazione. Respiriamo l’aria dell’Età del Ferro mentre paghiamo otto euro per un altro sorso di ottusa testardaggine.
Non siamo neanche più capaci di andare controcorrente. Facciamo solamente ridere mentre cerchiamo parcheggio sulle ceneri fredde di quello che poteva essere.
Non ho più parole per insultarci.